Le recenti campagne di sensibilizzazione di Greta Thunberg hanno dato un nuovo impulso alle problematiche ambientali, mobilitando le piazze di mezzo mondo. Quotidianamente i media riferiscono di una situazione sempre più drammatica che riguarda mari e oceani, evidenziando il pericolo delle microplastiche che entrano nel ciclo della catena alimentare, con gravi danni per la nostra salute.

Quello che nei giorni scorsi  ha maggiormente  colpito l’ immaginario collettivo è stato il ritrovamento  del capodoglio spiaggiato sulla riva di Cala Romantica, a Porto Cervo, con ben 22 chili di plastica nel suo  stomaco.

Abituati come siamo  a vedere le trasparenze dei nostri mari,  è stata una notizia  shock che ci ha riportato ad una triste realtà: l’inquinamento da plastica è, purtroppo,  un allarmante  e preoccupante fenomeno anche da noi. D’altro canto è sufficiente fare una passeggiata in spiaggia, soprattutto dopo le mareggiate, per  trovare di tutto: bottiglie di varie dimensioni, contenitori, piatti, posate, pezzi di giocattoli, copertoni di auto, reti da pesca, matasse di nylon, resti di cassette di polistirolo, persino carcasse di elettrodomestici, ecc. ecc…

Per non parlare di ciò che i pescatori si ritrovano  nelle reti.

Una cosa è certa: ognuno  di noi deve  fare la sua parte, in modo più accurato e stringente. Ma c’è sicuramente chi ha il dovere di impegnarsi istituzionalmente.  Chiamati ad attuare delle valide ed efficaci politiche ambientali sono, primi tra tutti,  i Comuni, che dovrebbero puntare la prua della propria azione amministrativa verso una sempre maggiore  vivibilità e  sostenibilità dei territori che amministrano.

In questo ultimo periodo, anche in Sardegna si stanno moltiplicando le iniziative dei Sindaci che emanano delle ordinanze “plastica free” riguardanti il divieto di uso massiccio e indiscriminato di suppellettili fatte di plastica nei propri territori, e in modo specifico in prossimità dei  litorali.  L’obiettivo principale è quello di favorire l’utilizzo di  materiali biodegradabili.   Come pure sono sempre più numerosi i Comuni della Sardegna che hanno bandito il fumo di sigaretta nelle spiagge o, in alternativa, hanno creato delle zone “per fumatori” . Sono piccole ma importanti iniziative che se vengono diffuse  su larga scala, oltre a sensibilizzare i cittadini ad avere dei comportamenti virtuosi, alla lunga favoriscono  i processi di  salvaguardia  delle coste e del mare che le bagna.

Parecchi Comuni, inoltre, negli appalti per le mense scolastiche hanno previsto l’utilizzo di piatti e posate  biodegradabili.

Da un’ Amministrazione come la nostra,  che nel suo programma elettorale si è pronunciata a lettere cubitali e ha  proposto agli elettori varie  iniziative di carattere ambientale,   autodefinitasi “green” in un convegno celebratosi di recente, ci saremmo aspettati ben altre azioni atte a raggiungere questi obiettivi. Purtroppo poco o niente di tutto ciò è stato fatto: continuiamo ad avere  l’impressione che  ai fatti concreti si privilegino, come da prassi,  le parole ridondanti di aggettivi  e le esteriorità di cui resta ben poco: ricordiamo la Sindaca sorridente che accompagna in mare la tartaruga curata dal CEAS Laguna di Nora, una simpatica e suggestiva circostanza che non ha prodotto  altro se non un’ampia risonanza mediatica fine a se stessa  nei social, nella stampa e in TV.

Nel considerare che le tartarughe (come il povero capodoglio) sono  vittime della plastica, la  presenza della Sindaca alla riconsegna della Caretta Caretta nel nostro mare avrebbe avuto un ben diverso significato  se anche il Comune di Pula  avesse fatto la sua parte nel farsi carico e promuovere  progetti organici  di sensibilizzazione e salvaguardia ambientale. Per adesso le campagne divulgative sono state occasionali, “una tantum”, limitate  a poche ore nell’arco di un anno. Il Comune, di solito, è stato coinvolto dalle associazioni ambientaliste o da privati cittadini per ripulire qualche sito o qualche tratto di spiaggia in limitate ricorrenze. Per il resto dell’anno, si è lasciato  il territorio, comprese le aree più pregiate, inondate  di immondizia che nessuno si preoccupa di rimuovere.Le recenti foto pubblicate sulla nostra pagina  sono la testimonianza inconfutabile della presenza  di rifiuti stratificati da anni.

Per questo chiediamo all’Amministrazione un impegno concreto,  al passo e all’altezza di ciò che i Sindaci di altri comuni della Sardegna hanno fatto nei loro territori.  Capiamo bene  che i cambiamenti delle abitudini di vita possono avvenire solo per gradi e che si deve procedere con progetti che, prima di tutto,  devono essere condivisi con i cittadini, con gli operatori del settore e con le istituzioni sovraordinate.

Da parte nostra non mancherà  il nostro apporto in termini di appoggio e di condivisione, come è sempre avvenuto quando l’Amministrazione ha presentato valide iniziative  nel nostro territorio. In verità, quelle di natura ambientale, sono state sinora  sporadiche e occasionali. Occorre avere idee chiare, programmare e impiegare risorse, poiché su questo versante non c’è ancora nulla di concreto.

La cura e la salvaguardia  dell’ambiente, al netto di giardinetti green e di “boschi di città”,  non si improvvisa.

I CONSIGLIERI COMUNALI DI MINORANZA

Angelo Pittaluga, Francesca Toccori, Andrea Abis, Donatella Fa, Elisabetta Loi

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