PULA: PARCO ALFREDINO RAMPI, SINDACA NON E’ CON UN’ORDINANZA CHE RISOLVE IL PROBLEMA

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PARCO ALFREDINO RAMPI

I CITTADINI  DENUNCIANO L’ABBANDONO DEL PARCO GIOCHI. LA SINDACA VALUTI CHE CAVARSELA CON  UN’ORDINANZA NON POTRA’ RISOLVERE IL DEGRADO.  

Gentile Sindaca,

cercare di stemperare  gli animi di numerosi cittadini che  cominciano ad essere stufi della Sua inefficienza amministrativa con l’annuncio di un’ordinanza, non basta.   Forse potrà servire a guadagnarsi qualche foto nella stampa durante il proclama, ma sappia che tutto va programmato per tempo, compreso il regolamento per la fruizione  del parco giochi,  e bisogna essere previdenti perché  prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Rimediare ad una carenza, e metterci una pezza a buoi scappati dalla stalla,  quando il malumore delle persone sale, è  una implicita ammissione che si poteva fare di più  e meglio.

Nel recente articolo sulla stampa, nella sua dichiarazione  è  omessa la parte più importante,  ovvero quella che l’ha costretta  ad adottare un provvedimento  che disciplini, finalmente,  le attività  che si svolgono nel parco giochi. C’è,  infatti,  un preambolo di non poco conto: la segnalazione formale, dettagliata  e precisa, di numerosi cittadini che evidenziano quello che quotidianamente succede entro quella staccionata, in uno spazio pubblico abbandonato a se stesso dal giorno della sua inaugurazione (segnalazione che noi riportiamo integralmente nel file allegato).

La creazione del parco giochi, che fu una delle prime opere del suo mandato,  per la sua valenza sociale e ricreativa  trovò il  nostro gradimento. Ma esaurita l’euforia   dell’ inaugurazione (così  come è successo per i piccoli spazi pubblici ricavati in alcune piazzette per fare fitness, o più  recentemente per le famose “aree fumatori“ nelle spiagge) abbiamo constatato che si trattava  di una di quelle opere di secondaria importanza,  “buttate lì”  tanto per far vedere che si fa qualcosa per poi abbandonarla al suo destino.  Ricorderà che subito avevamo evidenziato che il parco giochi fosse privo di illuminazione (arrivata dopo mesi e mesi di buio totale, con un impianto peraltro inadeguato),  di pedane di sicurezza per gli scivoli, di servizi igienici, di una recinzione degna di  questo nome, di videosorveglianza,  oltre al fatto che  la presenza dei pini, con  la resina che cola negli scivoli,  nelle sedute delle giostrine e nelle panchine, rappresenta di certo un fattore limitante per la fruizione del parchetto.Se, tuttavia, sulla presenza dei pini si può sorvolare, essendo quegli spazi già  precedentemente piantumati,  se si può “accettare” la complessiva  approssimazione con cui il parco giochi è  stato  realizzato (insomma, …meglio un parco così  che niente…), non  si può  certo ignorare il fatto che, oggi,  numerosi cittadini che vivono quotidianamente dei disservizi causati dalla vicinanza della struttura,  ne hanno aggiunto altri ben più gravi che forse a Lei e agli assessori ai Lavori Pubblici, al Decoro Urbano e ai Servizi Sociali, sono sfuggiti, impegnati come siete a coltivare iniziative che, probabilmente,  hanno un maggiore riscontro elettorale.

Siamo fermamente convinti che prima di fare un’ordinanza, ci sarebbe bisogno di dare seguito alle richieste dei cittadini, che necessitano di interventi strutturali importanti e di manutenzioni ordinarie e straordinarie.  Un’ordinanza redatta sul modello che ha ispirato quest’ ultima  è  destinata a lasciare  il tempo che  trova, e ad arricchire l’archivio del Comune di ulteriori faldoni.  Chi mai, ad esempio,  sarà in grado  di farla rispettare? Tra le note critiche,  che come è  nostro  costume sono ben circostanziate, ce n’è una  positiva: almeno in questo caso  non ha  indebitato il Comune, come invece ha fatto per la realizzazione di altri parchetti e piazzette.

Purtroppo il Parco Giochi Alfredino Rampi non è la sola area e opera pubblica abbandonata dal giorno successivo  al  Suo discorsetto in fascia tricolore,  pronunciato in occasione dell’inaugurazione.  Spente le “luci della ribalta”, durate una manciata di ore, purtroppo cala la notte. Con questo modo di fare, continuiamo ad interrogarci sul  ruolo  dei suoi Assessori, politicamente  e operativamente  sempre più relegati a semplici comparse nelle foto di rito, acritici sollevatori di mani in Consiglio Comunale per assecondare le Sue iniziative, comprese  quelle politicamente più discutibili.

Chissà se riusciremo mai a trovare una plausibile risposta.

I CONSIGLIERI DI MINORANZA

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