PULA: LA SINDACA FA SPALLUCCE. LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE DANNEGGIATE DAL COVID 19 POSSONO ATTENDERE

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Nel Consiglio Comunale del 28 settembre, dove si è discusso il regolamento per la TARI e per l’ IMU, si sarebbe dovuto inserire un passaggio importante che riguarda le agevolazioni previste dal Governo per le attività produttive danneggiate dalle restrizioni imposte dalla pandemia covid19.
Si “sarebbe“ dovuto inserire, diciamo noi, perché di tutto questo, nella proposta di delibera portata e discussa in Consiglio, non c’era traccia. Mentre quotidianamente i Comuni, anche i più piccoli della Sardegna, adottano delibere per venire incontro alle attività produttive danneggiate dalla pandemia, la nostra Amministrazione porta in Consiglio una delibera sterile, routinaria, un atto dovuto solo per adempiere a una scadenza di legge.

Nel considerare le sofferenze di molte attività, ci saremmo aspettati qualcosa di concreto: studi economici sul danno, per la TARI quantificazione dei risparmi sul conferimento al Tecnocasic, la definizione dei criteri adottati per poter usufruire delle agevolazioni, ed altro: ebbene, niente di tutto questo! Un’autentica vergogna che, ancora una volta, ci dà la conferma dell’insensibilità di questa Amministrazione verso il mondo produttivo e, soprattutto, certificano che le priorità perseguite sono ben lontane dai bisogni reali della popolazione. L’importante, a quanto pare, è alimentare l’assistenzialismo a tutti i livelli.
Vorremmo evidenziare che stiamo parlando di agevolazioni e di misure non certo campate in aria, peraltro previste dalle disposizioni governative su cui, dopo mesi, non si ha neppure un’idea da dove bisogna iniziare per poterle erogare.

Dalla primavera di quest’anno non facciamo altro che sentirci dire dalla Sindaca che non ci sono soldi, e noi, al contrario, affermiamo che i soldi ci sono stati e ci sono ancora oggi. Sono stati e vengono tuttora spesi per opere e iniziative non prioritarie, finalizzate ad autocelebrarsi con annunci sulla stampa, interviste, iper presenze sui social, ecc. Per essere come sempre concreti chiediamo: i soldi (tanti) della piazzetta costata circa 100 mila euro a Su Rundò ideata in pieno lockdown, da dove provengono se non dalle casse comunali? E quelli spesi per spettacoli senza pubblico che si sono tenuti il mese di settembre, per accontentare chi sa chi? E in ultimo, la delibera di giunta che prevede 700 mila per contrarre un prestito più 800 mila euro per il restyling di piazza di fronte alla scuola media ? Tra l’altro la società IS MOLAS, già nel 2015, per sistemazione di quella piazza (Piazza Dante) e per la realizzazione del parcheggio tra le vie Tigellio e via Porrino, aveva già versato 2.312.898,30 che ci farebbe piacere conoscere come sono stati spesi.

Tornando all’argomento del Consiglio, da un’Amministrazione che in campagna elettorale si è dichiarata (a parole) sensibile nei confronti del mondo produttivo, ci saremmo aspettati molto di più. Cosa c’è di più importante, se non quello di rimettere in moto il tessuto economico del territorio? Su queste iniziative dobbiamo prendere atto di una pressoché totale inerzia e ingiustificata latitanza. Se le imprese non si aiutano in questo momento di difficoltà si rischia che chiudano, e una volta chiuse non solo ci sarà una desertificazione dei posti di lavoro, ma tutte le pendenze non pagate come la TARI verranno ripartite tra tutti gli utenti, creando un ulteriore danno economico alla collettività.

Queste difficoltà più volte evidenziate dal mondo imprenditoriale, per i nostri Amministratori non contano: l’importante è cercare di far apparire la macchina “come nuova“ camuffando la ruggine con qualche mano di vernice. Se poi difetta negli impianti e nel motore, cosa volete che sia….! l’importante è che dia l‘idea che sia un bolide.
Il circo mediatico dell’apparire, anche se questo produce il nulla in termini di ricadute per la comunità, quello si, è perfettamente efficiente e funzionante come non mai. Da qui ai prossimi due anni di mandato amministrativo, da questo punto di vista, c’è solo da migliorare.

I CONSIGLIERI DI MINORANZA

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