PULA: LA COMUNICAZIONE IMPROVVISATA DEL PRIMO CITTADINO

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QUANDO CERTE RISPOSTE SONO SINTOMATICHE DI UNA SITUAZIONE FUORI CONTROLLO

“.……Io l’immondizia la riporto a casa quando non trovo i cestini …..e lei?…..in tantissimi comuni costieri, proprio tanti, non ci sono cestini..” Questa frase, estrapolata dal contesto, potrebbe apparire “normale” perché lascia  intendere che a pronunciala sia una persona educata, a modo.  Ma trattandosi, invece, del nocciolo della risposta data dalla la Sindaca di Pula sulla pagina fb del Comune ad una turista che ha avuto la sfrontatezza di chiedere  delle spiegazioni per la mancata sistemazione dei cestini portarifiuti nelle spiagge,  capiamo che non  ci può essere più rimedio all’inadeguatezza di un’amministrazione, che in questa circostanza si è espressa  per bocca della sua massima  rappresentante, amministrazione  incapace di provvedere all’adozione dei più banali accorgimenti per dare un minimo di servizi ai cittadini, e come ormai accade nelle ultime stagioni estive,  che si caratterizza per improvvisazione e superficialità.

Una cosa  è  certa: per chi non fa altro che riempirsi la bocca di promozione turistica,  l’imbarazzo per essere stata “pizzicata” su questi aspetti essenziali che dovrebbero costituire l’ABC dell’ accoglienza di un territorio che si dichiara turistico, equivale pressappoco  sentirsi dire che “il re è  nudo”,  come successe  nella celebre fiaba di  Christian Andersen quando il sovrano che tutti osannavano fu messo nel ridicolo da un bimbo che innocentemente disse la verità, umiliandolo.

Una piccata risposta del genere, denota irritazione e nervosismo. Ma ci chiediamo: se  un’Amministrazione non riesce neppure a garantire questi piccoli servizi, di quale promozione vuole parlare?

Le giustificazioni della Sindaca  secondo le quali  le spese sostenute per la pandemia CoVid e le  “ poche entrate” sarebbero la causa di una tale negligenza, sono francamente ridicole: non solo sono “magre scuse”, ma anzi,  in più occasioni abbiamo sollecitato interventi a sostegno delle attività produttive di Pula come hanno fatto diverse Amministrazioni della Sardegna, interventi che, con l’obiettivo di dare l’input e stimolarle la fantasia,  abbiamo anche pubblicato. L’amministrazione invece, al di là di quelli già previsti dal governo centrale, ha fatto poco e niente. Ma di questo argomento ci riserviamo di parlarne in maniera approfondita  in un secondo momento.

Vorremmo evidenziare che la pulizia e il posizionamento dei cestini, avveniva già dagli anni 70, quando il Comune ancora  non incassava i circa 700 mila euro di tassa di soggiorno. Gli amministratori di allora erano sicuramente più attenti al “fare”, anche senza l’ausilio delle fanfare che ne celebrassero quotidianamente le gesta, senza forme  autocelebrative simili a quelle in uso oggi, che si avvalgono delle pagine social, delle interviste e la frequenza dei salotti televisivi come mezzo di propaganda fine a se stessa, sterile da un punto di vista pratico e operativo. Quando si esagera viene spontaneo fare un confronto tra le abbondanti parole profuse e i fatti concreti, di cui si stenta a trovare traccia.

Nell’ estate 2019 avevamo pensato che a  Pula si fosse toccato il fondo: il nostro Comune  salì  agli onori della cronaca, purtroppo negativa, per le spiagge sporche e per la ruspa sull’arenile nel mese di agosto. Invece no! Prendiamo atto che con questa Amministrazione non c’è limite al peggio. Dov’è l’Assessore al Turismo, se ne esiste ancora uno, e dove l’Assessore all’Ambiente, se non in prima linea per collezionare pessime figure?

Gentile Sindaca e cari Amministratori, la mancanza di risorse, il CoVid che voi volete far passare come la causa di tutti i mali di Pula, sono storielle che potete  raccontare alle persone che non sono addentro ai bilanci comunali, ma non a noi. In più occasioni, in passato vi abbiamo invitato ad essere delle formiche e non delle cicale.  Vi ricordate quando sostenevano  che accendere mutui per milioni di euro per opere non essenziali sarebbe stato deleterio? Ricordate quando vi avvertivamo che  poi le rate da restituire alla banca con interessi avrebbero determinato l’immancabile riduzione o, addirittura,  la cancellazione  di  servizi da rendere ai cittadini?

Anche recentemente vi abbiamo invitati a rimandare a tempi migliori qualche opera pubblica non essenziale per destinare, invece, le  somme disponibili ad incentivare la ripartenza delle attività produttive:  purtroppo la voglia che avete  di apparire, unita alla smania di far vedere che si fa qualcosa,  è più forte di qualsiasi proposta e di qualsiasi ragionamento logico.

Il risultato, a luglio inoltrato, è  più che scontato:   un’altra estate da dimenticare per la mancanza dei servizi minimi essenziali. L’ambizione di parlare di turismo e di promozione turistica per chi ha ampiamente dimostrato di non conoscere neppure il significato lessicale di questi  termini, non serve a dare dignità ad un settore già in gravissima sofferenza per i noti problemi. A maggior ragione, data la situazione,   si dovrebbero potenziare i servizi minimi, in modo da preservare almeno il decoro.

Purtroppo, per il secondo anno consecutivo, l’approssimazione, la mancanza di pianificazione, l’inerzia e l’incapacità che vi caratterizza  andrà a ripercuotersi nell’immagine fortemente negativa  che si protrarrà  per le stagioni future. Come abbiamo già osservato due giorni fa, per la prossima partita alle comunali, il fardello di responsabilità che vi portate appresso vi dovrebbe indurre a cambiare rotta, subito, perché la debacle totale si avvicina a grandi passi.

I CONSIGLIERI DI MINORANZA

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